Breve studio sull’ispirazione poetica.

Quello che segue è un saggio che scrissi alcuni anni fa sulla Poesia con la F maiuscola… no, non la F, ma la D… no, nemmeno quella… la… P, ecco si, la P maiuscola e che posto nuovamente per il mi’ fratello piccinounasega Alessio:


Breve studio sull’ispirazione poetica.
Mi e vi è evidente che i fattori ambientali influenzino fortemente l’ispirazione poetica.
Fatto cinque il rapporto tra il valore etico del verbo e la pappa col pomodoro di Gian Burrasca si evince che l’essere umano, o almeno l’essere che più si avvicina all’umano, svolge attività di pensiero, nel senso che è quasi sempre preoccupato (sono in pensiero, è mezzanotte e la mi’ figliola è ancora con quel tatuato, etc,etc…).
Ma che tale attività intellettiva sia cadenzata dagli avvenimenti lo posso dimostrare con i seguenti esperimenti fatti sulla di mia persona, che grullo non sono… insomma… va bè, verificate voi stessi:


Attesa sforzata
rosso
rosso nel viso
nelle guance
negli occhi
nelle orecchie
rosso nella gola
nelle gengive
nel collo
rosso
sempre più
ma lo stronzo
non passa
Questa lirica, istintiva e scritta con mano tremante, cosa non visibile su video, è ciò che ho composto dopo una settimana di stipsi (dallo Zingarelli: Ritardo o insufficienza dell’evacuazione delle feci dall’intestino crasso; SIN. Stitichezza… per farla breve non facevo la cacca) seduto sul water, colto da improvvida speranza di risolvere il problema.


Attesa Forzata
rosso
rosso nel viso
nelle guance
negli occhi
nelle orecchie
rosso nella gola
nelle gengive
nel collo
rosso
sempre più
ma lo stronzo
non passa
Questa lirica, istintiva e scritta con mano tremante, cosa non visibile su video, è ciò che ho composto in macchina col motore acceso a 10000 giri pronto a sgommare per schiacciare quel tale che cercava d’abbordare mia moglie ( e questa, ma qui mi sbaglio di certo, sembrava disponibile).


T’aspetto
rosso
rosso nel viso
nelle guance
negli occhi
nelle orecchie
rosso nella gola
nelle gengive
nel collo
rosso
sempre più
ma lo stronzo
non passa
Questa lirica invece è sorta spontanea al ritorno da una partita di calcetto quando io, difensore ormai di mezza età (se si vive almeno 100 anni), mi sono trovato davanti un attaccante venticinquenne che andava come le fucilate e mi pigliava anche per il culo. Comunque non ha fatto gol.
Come potete notare, questi esperimenti-esperienze confermano la mia tesi che ha inoltre il pregio di ribadire il concetto che l’essere umano (sì, sì, quello che più s’avvicina all’umano, sì…) mostra le sue poliedriche sfaccettature grazie proprio a influenze ambientali.
Mi auguro che concordiate.

dal Poeta Maledetto (che è in me)

Vi lascio la mia buonanotte con due intense liriche del Poeta Maledetto:

.

.
1) Verrà il giorno
verrà il giorno
eh, se verrà
verrà
verrà
ho capito
verrà
non importa
tu lo urli
se viene
pace
ma mi domando
cosa viene
e se viene
a noi
importa?
o no?
importa
eccome
se importa
vai sicuro
dove?
no dicevo
vai sicuro
che viene
cosa?
cosa cosa?
cosa viene?
come
cosa viene?
è da un’ora
che te lo dico
no, tu dici
che viene
ma non cosa
ed io
soffro
o come
soffro
l’anima mia
si sgretola
al divenire
capisci?
no…
o cielo
apriti
sul cuore
di colui
che non
percepisce
il senso
il senso di cosa?
di ciò
che sta
per venire
e cos’è?
cos’è cosa?
ciò che
sta per venire?
te l’ho detto
no
t’ho detto
che
non l’hai detto
invece sì
te l’ho detto,
sì,
sei tu
che dici
che non
l’ho detto
ma te l’ho detto
che verrà
eh,
se verrà
il giorno…

.

.
2) tu non mi capisci
(dal poeta maledetto in un momento di vena intasata causa amore complicato)
Ed è noia astinente
il perseguire
un perseguitato
ovvero fare ciò
che già si fa
(nel senso si droga?
no, non nel senso
ma nel sesso
oppur nel cesso
chissà)
se l’anima
asperge
zigomi
vellutati
allora un seme
spillerà
nei giorni
contriti
rapide canine
dileguandosi
oltre
lo scranno
refuso
ecco colui
anzi no
come si dice se non è persona?
colesso?
boh,
che m’illude
dicevo
nel riferir di
giovenche divelte
urlanti
stendini pieni
in discese
rapide o ripide
non so
scegliete voi
rapide però
l’ho già scritto
meglio ripide
e allora?
e allora?
sì, domandalo
un’altra volta!!!
e allora?
dicevo per dire
ma come
sapevo
già
tu non mi capisci